This page is password secured. You can view this page after entering the password

 Se avete feedback su come possiamo rendere il nostro sito più consono per favore contattaci e ci piacerebbe sentire da voi. 
I

Fratel Francesco, quattro anni dopo

Un uomo non può determinare il proprio destino dall'interno,

ma ha in mano il proprio orientamento interiore verso il destino”.

(Hetty Hillesum)

 

 

Permettetemi di fermare sulla carta alcuni aspetti della persona di Fratel Francesco che mi hanno colpito, e che mi sento in dovere di condividere con altri, ben consapevole che alcune di queste note, possono essere condivise anche da altri:

1.     Una persona accogliente di colui che ha ricevuto in dono un ”cuore” da “fratello univer-sale”. L’abbiamo visto impegnato non tanto a “fare delle cose per gli altri”, bensì la sua presenza era caratterizzata era quell’atteggiamento, quel modo di relazionarsi, prescin-dendo dai sentimenti umani o dalla appartenenza o non appartenenza religiosa, con una qual certa libertà, senza preoccupazione di dover “salvare” la chiesa o la sua religione di appartenenza;

2.     Una persona simile, non nutre alcun sentimento di superiorità/inferiorità, ma si relazio-na con gli altri per quello che è, per come che ne era capace, pur accettando i propri limiti umani, e non solamente perché lo “doveva” fare per compiere quei “doveri” im-pliciti nel ruolo che rivestiva in mezzo a noi;

3.      Chi ha avuto occasione di incontrarlo anche per breve tempo si è reso conto che negli incontri/dialoghi personali non solo ha usato misericordia, anche con un semplice atto o un gesto o una parola, ma ha cercato di avere compassione, che non è altro, come di-cevo sopra una predisposizione del cuore a soffrire o gioire-con …

4.     … da qui la sua capacità di “guarire” le persone: possibile perché, pur incapace di risol-vere i problemi che gli venivano sottoposti, né giudicava, né condannava, né glorificava, chi si trovava di fronte, ma accoglieva per quel che era, dando ad ognuno la possibilità di esprimersi liberamente senza censure …

5.     Un profeta: non mi sembra che Francesco sia stato in grado di predire il futuro ad alcu-no, ma è stato in grado di vivere nel suo tempo quei valori e operare quelle scelte a volte non capite perfino da chi gli viveva accanto. Salvo, dopo la sua morte celebrarlo e  ricordarlo, più spinti dall’apprezzamento e dall’ammirazione altrui, di coloro per cui la sua persona è stata sperimentata come una benedizione. Si potrebbe affermare che pure lui è stato guidato dal principio ispiratore di Papa Giovanni XXIII (in questi giorni celebriamo il 50° della morte): che non cessava di ricordare a tutti che bisognava sì condannare l’errore, ma non la persona che sbagliava.

6.     E per ultimo, ma non da intendere come meno importante, la predilezione di Francesco per il “Monastero dei non credenti”: una “palestra” per un confronto ed un arricchimen-to reciproco pur nella diversità. In un mondo globalizzato in ogni ambito della vita so-ciale, economica e religiosa questa iniziativa – illuminata dall’incontro di Assisi del 1986 e dalla iniziativa del Cardinal Martini a Milano della Cattedra dei non credenti – non può non essere iscritta che tra le iniziative profetiche, per il suo carattere di urgenza e di grande attualità, anche se può essere ancora non compresa, e non fatta propria dai più.

Quanto c’è bisogno che anche oggi ci siano delle persone che ne seguano le orme di Francesco. Vivendo in un tempo di crisi anche di relazioni umane, si rendono necessarie persone che con-tinuino ad incontrare gli uomini in modo umano, che sappiano essere persone affidabili, la cui umanità è credibile e che sappiano fare il dono della propria presenza, come ponti che siano in grado di unire ogni tipo di diversità sociale, etnica e religiosa …

 

 

                                                                                      

 

                                                               p. Giovanni Belloni

 

 

 

Maguzzano, 09 giugno 2013.

 

 
  Site Map