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BREVE STORIA DEL MONASTERO DEI NON CREDENTI

 

 

Tutto ebbe inizio da un articolo di Vittorino Andreoli in cui lo psichiatra asseriva che se ci fosse stato un monastero dei non credenti, lui senz’altro vi avrebbe partecipato.

Francesco colse al volo la proposta: si telefonarono, nel settembre 2004 diedero stesura alla Regola i cui cardini fondamentali sono:

¾     il silenzio, necessario per attingere ad una dimensione dell’uomo che la frenetica società attuale fa dimenticare;

¾     lo scambio dialogico tra i monaci in ricerca, in una sorta di meditazione sull’esistenza, sul mondo, su ciò che c’è dentro ciascuno di noi; la spiritualità non appartiene al credente, è dell’uomo.

Il primo depliant riportava anche un sottotitolo:

“per chi è in ricerca, credente e non credente”.

A distanza di quattro anni gli intenti vocazionali dell’inizio sono rimasti immutati, anzi, si è sentita l’esigenza di approfondire e allargare il momento del silenzio per dare più senso alla ricerca.

 
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